Un'impronta
del mondo
in Alto Adige

Culture e mestieri a confronto

raccontati dai nuovi talenti

delle arti visive e narrative

In Alto Adige c’è una popolazione che supera il mezzo

milione di persone. Più di duecentomila sono lavoratori attivi

e di questi quasi il dieci per cento proviene da ogni parte

del mondo.* Ma quali persone si celano dietro questa

percentuale? Qual è la loro storia e quali sono i loro sogni?

Quale contributo portano in Alto Adige?

Un’impronta del mondo in Alto Adige raccoglie queste domande e le trasforma in un dialogo corale tra lavoratrici e lavoratori, datrici

e datori di lavoro, associazioni di categoria ed esperti del settore.

Sette artisti emergenti hanno incontrato

più di sessanta persone e le hanno raccontate attraverso i linguaggi creativi della fotografia,

del video e della scrittura, proponendo così una nuova lettura della multiculturalità e del mondo del lavoro in Alto Adige.

Fonte dati Dossier statistico immigrazione IDOS 2021.

65 Storie
7 Artisti
1 Terra d'incontro
31 Paesi

Gli Artisti

e i loro progetti

Santiago Torresagasti

Finestre

Capitolo 1

Finestre

Il progetto di Santiago Torresagasti è composto da dieci cortometraggi che possono essere definiti come uno sguardo su dieci finestre aperte su una singola giornata nella vita d’individui diversi tra loro.

Samira Mosca

Vite tra le mani

Capitolo 2

Vite tra le mani

Con le sue fotografie Samira Mosca vuole immergersi in diverse realtà di successo lavorativo ed integrazione tramite un approccio personale di scambio e conoscenza della persona e della sua storia.

La musica mi ha portata in Italia, e l'oboe a Bolzano. È come se avessi seguito il suo suono e la sua promessa.

Setareh Heidari Khabbaz – Studentessa

Iran
Si può pensare al futuro grazie al passato?

Julian Cuero Gonzalez – Tecnico audio

Colombia
Sembra strano che lo scotch di carta sia un oggetto indispensabile per il lavoro di una manager culturale, ma è così.

Daria Akimenko – Cultural manager

Russia
La prima volta che mio padre mi ha portata in un teatro ho capito che quello era il posto in cui volevo stare.

Alejandra Deaza – Designer di moda; docente di cucito

Colombia
L’unica certezza che ho è che, dovunque sarò, racconterò la mia storia, la cultura, la bellezza.

Cecilia Zavala Cano – Amministratrice

Messico
La mia famiglia è il mio viaggio, il mio viaggio verso Cuba che spero di tornare a visitare presto.

Alejandrina Herrera Velma – Cameriera a “I Piani”

Cuba
Sono partita da sola, ho riorganizzato la mia vita ovunque mi trovassi.

Birgitta Puustinen – Titolare di enoteca

Finlandia
L’oggetto che dovresti fotografare è quello che spero avrò in futuro.

Parmila Patwan – Operatrice sociale

India
"Coraggio": ho fatto mia questa parola.

Radwa – Operatrice sociale

Libia
Nessuno può migliorare da solo. C’è bisogno di incontrare altre persone, di conoscerle e capirle.

Constanta Cretu – Responsabile di agenzia

Romania
Quando senti il suono di questi martelli sul legno è l’inizio della messa.

Don Marius Gheorghe Visovan – Operaio; sacerdote cattolico di rito orientale

Romania

Davide Grotta e Veronica Tonidandel

In dialogo

Capitolo 3

In dialogo

Il progetto raccoglie i punti di vista e le prospettive dei rappresentanti delle associazioni di categoria, di professori e di professionisti che si occupano di inclusione e di integrazione lavorativa di persone con background migratorio in Alto Adige.

Valentina Gentili

Due chiacchiere al bar

Capitolo 4

Due chiacchiere al bar

La ricerca personale di Valentina si sviluppa partendo da due domande: “Come posso interagire con una persona che non conosco? Quale può essere un punto di incontro tra me e questa persona?”. Valentina sviluppa i due quesiti e mette in campo le competenze relazionali e tecniche acquisite grazie ai suoi due lavori di barista e fotografa, decidendo così di accogliere gli intervistati con un cocktail di sua invenzione.

Ogni giorno bisogna mettere le basi per il proprio futuro.

Erion Maloku – Titolare di attività di ristorazione

Albania
Prendi tu le redini della tua vita, non delegare ad altri.

Mesmaide Rodriguez – Titolare di negozio di articoli da festa

Cuba
Se penso all’Alto Adige, penso ai turisti. Mi fanno morire dal ridere, sono molto buffi.

Juan Pablo Acero – Operatore Socio Sanitario; fotografo

Colombia
Sono costantemente alla ricerca di qualcosa di nuovo.

Lyudmyla Solomon – Addetta alle pulizie; rappresentante vendite; membro Consulta immigrati

Ucraina
So cucinare il cibo sudtirolese e cucinando racconto la storia di questa regione.

Ramon Rodriguez Gonzales – Cuoco

Perù
Quando faccio un concerto è come se il pubblico diventasse lo strumento dei miei sentimenti.

Jona Fanney Svavarsdottir – Cantante lirica; insegnante di musica

Islanda
Ho lavorato a fondo sul mio obiettivo: diventare libera professionista.

Brunilda Hysaj – Ingegnere meccanico

Albania
Fare crescere le persone che come me vengono da altri paesi, è questo uno dei miei obiettivi.

Noman Muhammad – Banqueting Manager

Pakistan
Cerco sempre di avere fede in ciò che faccio, andando avanti nonostante le difficoltà.

Mame Balla Fall – Operaio meccanico

Senegal
Venire qui ha cambiato il mio modo di vedere la vita.

Masoud Valizadeh – ICT System Engineer

Iran
Facilitare il livello di comunicazione e di comprensione per tutti: è questa la sfida che ho al momento.

Anuka Hossain – Sanitaria; Mediatrice linguistico-culturale; Presidente Consulta Immigrati

Bangladesh

Manuel Montesano

Hamkâri

Capitolo 5

Hamkâri

«Hamkâri in persiano vuol dire collaborazione. Se noi tutti, nel mondo, lavoriamo insieme, costruiamo un bel mondo» racconta Mahdi Heydari durante la sua intervista. Ed è proprio il lavoro uno dei motivi principali per cui si emigra, ha aggiunto Gabriel Maria Sala, antropologo e psicologo. Questi alcuni degli stimoli raccolti dall’artista intento ad ascoltare la storia di 11 persone, scoprendo cosa hanno lasciato nella loro terra di origine, cosa hanno trovato in quella di arrivo, e quale sia oggi il significato che intimamente attribuiscono al concetto di Heimat.

È questa l’impronta che vorrei lasciare: lottare per me e per chi fa fatica a emergere.

Albana Loka – Psicologa e psicoterapeuta

Albania
A cosa appartengo? Io appartengo all’ambiente che mi circonda.

Zoran Aleksov – operatore sociale

Macedonia
La musica per me è il respiro, è sentimento, è emozione, è libertà.

Edlir Cano – Professore d’orchestra

Albania
Ho capito il mio valore quando mi sono sentito come un ponte che collega la cultura italiana a quella marocchina.

Abdallah Chniouli – Consigliere Comunale

Marocco, Italia
Ognuno porta con sé una storia, una cultura, tradizioni spesso millenarie, e in questo modo possiamo avere un tesoro che vivifica il nostro paese.

Gabriel Maria Sala – Psicologo e antropologo

Italia
I peruviani hanno principi solidi, lavorano, amano e rispettano.

Paola Carbajal – Infermiera, fondatrice comunità socio culturale e religiosa, impegnata nel sociale.

Perù
Qualcosa da mia madre ho preso: lei è una grande cuoca.

Juan Carlos Rojas – Titolare di ristorante

Colombia
Mi sono sempre sentita accolta in tutti i posti in cui ho vissuto, ma con la consapevolezza che sono straniera un po’ dappertutto.

Daniela Rodriguez Campedello – Manager culturale

Bolivia
Non mi interessa diventare famoso, mi basta vedere gli occhi di chi mi ascolta: lì capisco se la mia poesia ha davvero raggiunto il loro cuore.

Mugdin Cehaic – Poeta, pittore

Bosnia Erzegovina
Per persone come me, è importante trovare qualcuno che a volte sappia anche ascoltare, sai?

Mahdi Heydari – Falegname

Afghanistan
Vorrei lasciare a tutti un messaggio: prima di ogni altra cosa, io sono una persona.

Wendy Joseth Merlo Beltran – Mediatrice linguistico-culturale

Bolivia

Asia De Lorenzi

Storie di una certa portata

Capitolo 6

Storie di una certa portata

“Storie di una certa portata” è nato dal desiderio di conoscere più a fondo le realtà locali che operano nella ristorazione - dai chioschi ai bistrò, fino ai ristoranti e alle pizzerie. Il cibo è qualcosa che unisce persone di provenienze diverse, attraverso ingredienti e preparazioni tradizionali oppure sperimentali.

Mentre lavoro non vedo i soldi del cliente, vedo il sorriso del cliente.

Mohamed Hussein – Cuoco

Egitto
Bisogna adattarsi al luogo che si sceglie, sennò sei solo in transito, un ospite che prima o poi se ne andrà. Io sto bene, mi sento a casa.

Slavica Sosic – Titolare di pasticceria

Croazia
Puoi arrivare sempre in alto, ma non dimenticare da dove sei partito: i miei genitori mi dicono sempre così.

Luca Wang – Titolare di ristorante

Cina, Italia
La mia passione è la cucina. Mi è sempre piaciuto cucinare, fin da quando ero in Gambia.

Buba Suwareh – Cuoco

Gambia
Uno dei miei obiettivi è far sentire a casa chi è lontano dal posto in cui è nato.

Santos José Paico Paredes – Titolare di ristorante

Perù
Tengo molto alla collaborazione familiare e al remare insieme a favore dell’intera famiglia.

Drini Qordja – Titolare di chiosco

Albania
Quando sono arrivato avevo otto anni. Praticamente ormai sono un meranese.

Xiaojun Jin – Titolare di ristorante

Cina
I soldi non contano, sono i valori e i sentimenti che ti salvano.

Ahmad Hajar Margei – Titolare di pizzeria kebab

Iraq
Quando ti trovi bene con una persona, quando ami una persona, sei motivata anche a cambiare.

Yuliet Alvarez – Barista

Cuba
Fai quello che puoi fare: cucinare è possibile se ti impegni nel modo giusto.

Abdul Karim – Titolare di ristorante

Pakistan
Un giorno in piazza Walther c’era una festa con musica popolare. Mi sono commosso: questa è la mia terra.

Bhatti Raees Ul Hassan – Pizzaiolo

Pakistan

Ogni individuo ha diritto 

al lavoro, alla libera 

scelta dell’impiego, 

a giuste e soddisfacenti 

condizioni di lavoro 

ed alla protezione contro 

la disoccupazione.

Articolo 23 

Dichiarazione Universale 

dei Diritti Umani